Statua del Cristo Redentore
XX secolo
 

English

Gallery

La Statua del Cristo Redentore si erge sulla cima del Monte San Biagio dove già dal 1907 era presente una croce commemorativa in ferro in ricordo dell’assedio francese alla cittadella fortificata di Maratea superiore. Essa, spesso abbattuta dai fulmini che la colpivano, fu rimpiazzata nel 1942, per iniziativa del podestà e poi sindaco di Maratea Biagio Vitolo, da una croce monumentale in pietra e cemento che doveva essere d’auspicio per la rapida conclusione del conflitto mondiale in corso. La croce rimase al suo posto per oltre vent’anni e fu spostata, a seguito della costruzione del Cristo Redentore, su un belvedere nella valle dove è tuttora situata. Successivamente l’imprenditore piemontese Stefano Rivetti di Val Cervo concepì l’idea di sostituire la croce con una monumento raffigurante il Cristo Redentore.

Nel 1957 il progetto dell’opera venne affidato all’artista fiorentino Bruno Innocenti che ideò un Cristo vistosamente differente dalla classica iconografia: i capelli corti e la barba leggermente accennata rappresentano un Gesù giovane con le braccia spalancate in un gesto che richiama la preghiera del Padre Nostro, con il braccio destro leggermente più in alto di quello sinistro. La figura si innalza dalla roccia, senza alcun piedistallo e la tunica che ne segna le linee del busto lascia scoperto il piede sinistro. Grazie all’espediente utilizzato dall’autore, cioè quello di curvare leggermente la schiena della statua, da lontano si ha l’illusione ottica che essa, in realtà rivolta verso la Basilica di San Biagio, volga il proprio sguardo al mare.

L’attenzione dell’artista si concentrò sul fatto che la statua non risultasse un corpo estraneo rispetto all’ambiente circostante ma che si inserisse nel contesto in cui era posta grazie al colore e alle linee architettoniche richiamanti gli elementi naturali di Maratea. Il Cristo Redentore, la cui costruzione iniziò nel 1963 per concludersi agli inizi del 1965, è realizzato in “marmocemento”, una miscela di cemento bianco e scaglie di marmo di Carrara ed è un’opera imponente il cui peso stimato si aggira attorno alle 400 tonnellate. La struttura portante, calcolata dall’ing. Luigi Musumeci, è formata da un traliccio di cemento armato rivestito dal manto modellato della figura che ha uno spessore di oltre 20 centimetri. Ha un’altezza complessiva di 21,13 metri, la testa di 3 metri e un’apertura delle braccia di circa 19 metri.

La struttura può considerarsi monolitica, un pezzo unico dalle fondamenta, alla testa e alle mani, in quanto realizzata con una gettata continua. Successivamente si è proceduto alla fase di scalpellamento sotto la diretta supervisione dell’artista, con lo scopo di revisionare le forme e riportare alla superficie la parte interna della materia marmorea.

Sul belvedere alle spalle della statua è posta una lapide che recita:
Deo Gratias Agens / Stephanus Rivetti / Valcervus Comes / Hoc Simulacrum / Posuit / A. D. MCMLXV
Fautore della grazia di Dio / Stefano Rivetti / conte di Val Cervo / questo simulacro / pose / anno del Signore 1965
Il Redentore di Maratea è per altezza l’ottava statua raffigurante la figura del Cristo ed è internazionalmente riconosciuta come il simbolo della cittadina tirrenica.